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Con ogni
probabilità furono i balti che raggiunsero per primi la
Lituania intorno al 2000 a.C. La popolazione
originariamente era divisa in varie tribù, ognuna delle
quali professava religioni primitive. che praticavano
religioni primitive. Intorno alla metà del XII secolo,
Mindaugas, capo degli aukstaiti,uno dei due maggiori
gruppi di rappresentanza dei Balti,unificò le tribù
lituane per un breve periodo convertendole al
cattolicesimo. Nel 1569 la Lituania sancì formalmente la
sua unione con la Polonia siglando il Trattato di Lublino.
La popolazione della Lituania adottò la cultura e la
lingua polacca, i contadini lituani diventarono servi
della gleba e l'unione dei due stati venne chiamata
Rzeczpospolita.
La Russia di Ivan il Terribile invase la Lituania-Polonia dando
avvio alla guerra di Livonia che durò 25 anni. Posta sotto
il dominio russo nel 1795, nel 1918 diveniva una
Repubblica indipendente, ma nel 1940, dopo lo scoppio
della seconda guerra mondiale, era annessa all'URSS come
Repubblica Socialista Sovietica.
Il Parlamento lituano proclamava unilateralmente l'indipendenza
l'11 marzo 1990, ma la piena sovranità era raggiunta il 6
settembre 1991, quando il distacco veniva formalizzato dal
Consiglio di Stato sovietico come riconoscimento
dell'illegalità dei patti tedesco-sovietici del 1939 che
avevano permesso l'annessione della Lituania all'URSS.
Venivano quindi riallacciate relazioni diplomatiche con
molti Paesi e si faceva richiesta di ammissione alle
maggiori organizzazioni internazionali (il 17 settembre
1991 la Lituania entrava a far parte dell'ONU).
Nelle elezioni politiche del 1992, il blocco nazionalista (Sajudis)
di V. Landsbergis, che aveva guidato il Paese
all'indipendenza, era sconfitto dagli ex comunisti del
Partito democratico del Lavoro (PdL), sostenitori di un
maggior gradualismo nel passaggio all'economia di mercato.
Nel 1993 il leader del PdL, A. Brazauskas, veniva eletto
presidente della Repubblica. Nel 1995 la Lituania firma il
trattato di associazione all'Unione Europea. Nelle
elezioni politiche del 1996, nonostante i risultati in
campo internazionale e la ripresa economica, il PdL viene
sconfitto dai nazionalisti e, nel 1998, viene eletto
presidente della Repubblica il conservatore V. Adamkus.
Alla fine del 2000, però, le nuove elezioni politiche, portano al
governo gli ex comunisti. Alla fine del 2002, la Lituania
conclude il negoziato per l'adesione alla UE. Alle
presidenziali del 2003 vince il populista di destra
Rolandas Paksas. Nel referendum svoltosi nel corso dello
stesso anno, la popolazione approva l'adesione all'Uninione
Europea. Nel 2004 il Parlamento lituano avvia la procedura
di messa in stato d'accusa per il presidente; nel corso
dello stesso anno il Paese entra ufficialmente a far parte
della NATO e dell'Unione Europea.
Le elezioni europee di giugno vengono vinte dai populisti; quelle
presidenziali di luglio sancisono la vittoria di Valdas
Adamkus, mentre nelle elezioni legislative della fine
dell'anno si afferma il Partito laburista. In novembre il
Parlamento ratifica la Costituzione europea.
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